lunedì 15 febbraio 2016

L'IMPORTANZA DI CHIAMARSI YUVE

In una maniera o l’altra, lei, la vecchia signora, un po’ sgualdrina e un po’  Regina, un gol te lo fa.
E’ la storia che parla per lei, e ve lo dice un tifoso sfegatato del Napoli.
Ricordo un gol di Favalli  all’ 85° in Napoli Yuve del 1966( partita dominata dal Napoli con un gol spettacolare di Altafini, annullato per fuori gioco di posizione di Canè) .
Il Napoli si è presentato allo stadium con l’intenzione di vincere la partita. Ha fatto una buona gara, se avesse avuto un po’ di cazzimma sarebbe riuscito  
anche a vincerla. La partita si avviava verso lo 0 0  
  quando Zaza fa gol.  UN TIRO, UN GOL.
Non vogliamo mica  crocifiggere SARRI.  Tu fai il tuo gioco, e se proprio la vuoi vincere metti Gabbiadini che un tiro da lontano te lo fa sempre. COMUNQue è andata così, anche se il Sig Chiariello di canale 21 dice che meglio stare dietro. Una cosa allucinante! Stare davanti con due punti è meglio e porta rispetto.
VINCERA’ IL NAPOLI TUTTE LE RESTANTI PARTITE?
E LA GIUVE LE VINCERA’ TUTTE?
VEDREMO. IL DADO E’ TRATTO  SE AVETE PAURA NON COMPRATE L'ASCENSORE


HASTA LA VISTA COMPAGNERO
ponte del Garigliano ore 12 inverno

mercoledì 10 febbraio 2016

NERONE, NERONE VAI A MINTURNO!


Avremmo trovato la strada per vedere l'anfiteatro e avremmo avuto la fortuna di camminare sulla via Appia? L'antica via che i romani costruirono e che partiva da Roma ed arrivava fino a Capua.
Siamo entrati un po' timorosi ma il custode ci accolto con il sorriso. Mi ha seguito a distanza e quando io gli ho posto una domanda lui subito si è offerto di mostrarmi le cose : questo è il foro, questo è il teatro. Non si è risparmiato e quando ho chiesto di fare una passeggiata sul ponte borbonico ... ha preso le chiavi e siamo andati.
Molti non sanno che c'è un ampio parcheggio per le macchine nonostante la segnaletica ne indichi il percorso per raggiungerlo.
Siamo entrati. Ho camminato sul ponte con le sfinge. Qualcuno ai cancelli si è fermato per chiedere l'entrata. Erano due persone, poi sono arrivate cinque persone e poi tante altre ancora. Il ponte si può vedere, si può vivere. E' stata una fantastica giornata.
Non abbiamo visto Nerone che fa il bagno nelle terme, lui ha preferito andare a Suio ed è lì che vi porterò la prossima volta.

Ed ora un viaggio in ascensore! Avete paura? Temete di perdere la vostra identità?    COMPRA- BUY L-ascensore-Boston-
Perché l'ascensore impiegava tanto tempo per arrivare al 3° piano?
Erano già passati più di cinque minuti che lui era entrato in quella maledetta scatola metallica.
L'ascensore continuava a salire, non si fermava mai, anzi la sua velocità aumentava sempre di più fino ad arrivare a 7 m/s.
Com'era possibile?
Di colpo ci fu una veloce decelerazione e alla fine l'ascensore si fermò. Fratta aveva notato che  andava troppo veloce, mai però avrebbe immaginato che l'ascensore fosse andato a quella folle velocità. La luce della cabina improvvisamente si spense: era mancata la corrente.
L'uomo, immerso nel buio più totale, sentiva il frastuono del violento temporale, che si stava scatenando fuori, e quasi vedeva con la mente i fulmini che cadevano giù.
“ Ci voleva pure questo! Accidenti! Speriamo che non si sia rotta la centralina di erogazione elettrica, altrimenti qui si farà davvero notte”, pensò, ostentando un certo disappunto per quanto gli era capitato.
Alla cieca si avvicinò al quadrante dei pulsanti e tentò di premere il pulsante del campanello d'allarme. Non vedeva niente. Non poteva neanche cercare nelle sue tasche dei cerini o un accendino, considerato che non fumava.
Allora incominciò a premere tutti i pulsanti nella speranza di sentire il suono forte del campanello d'allarme.
Non si sentì alcun suono.
Che cosa stava accadendo in quel maledetto ascensore?
Stava per perdere la pazienza; fino a quel momento era rimasto calmo e lucido, ma ora una paura sottile e pungente lo stava prendendo. Era disperato. Sentì il sudore freddo e intenso bagnargli la fronte.
Avvertì qualcosa allo stomaco. Un dolore. Per fortuna sparì subito.
La luce ritornò quasi per incanto e, senza che George facesse nulla ,l'ascensore incominciò lentamente a muoversi.
“ Dove diavolo va?”, urlò. L’ascensore andava molto veloce. Cercò di fermare quella folle corsa. Premendo ripetutamente il tasto di stop.
Lui non riusciva a fermare quella folle corsa; era disperato.
Batté i pugni con forza sulla lamiera della cabina, gridando con rabbia e paura.
“Maledetto! Fermati, per Dio!”

Inspiegabilmente l'ascensore si fermò.
Prima di comprare accertati di stare bene!


domenica 31 gennaio 2016

LA BELLA GIOVENTU'

Noi siamo quel che siamo. Il tempo scorre e non ci accorgiamo che passa. Pensiamo di essere forti, di essere belli, di essere attraenti , poi vediamo lei Jean Birkin nella sua bellezza nonostante i suoi settantanni e ci sentiamo presi dalla nostalgia per la sua gioventù.
La donna è la più forte. Il suo grande amore Serge Gainsbourg è morto nel 1992, più di vent'anni fa.
La vita va avanti. 
Eravamo belli. Avevamo la bella gioventù
L'abbiamo amata,  odiata e allontanata. Ma se ricordi quella canzone ... ti rendi conto di quello che ci ha dato.
Questo è un omaggio alla bellezza qualsiasi forma essa abbia. Ma quanto ci siamo amati!

Vi presento il settimo re di Roma 
TARQUINIO IL SUPERBO, 
una schifezza di uomo.
E’ il settimo e ultimo re di Roma. È Tarquinio il superbo. Vero nome è Lucio Tarquinio. Un personaggio scomodo con cui parlare, un uomo di merda.
Figlio di Tarquinio Prisco. Sposò la figlia maggiore di Servio Tullio, poi sposò la figlia minore, sempre di Servio Tullio, dalla quale ebbe tre figli.
Uomo che non voleva aspettare. A tipo pazzoide e schizofrenico. Si mise a sedere sul trono del re, suo suocero, dicendo che lui era il re di Roma.
Avvertito di questo fatto Servio Tullio si precipitò nella Curia
“Ohé! Uomo di merda! Levati di lì”, intimò Tullio.
“Ma chi sei? O re? Io sono il re e se ti avvicini un altro poco , ti afferro e di butto giù dalle scale”, lo minacciò Tarquinio.
Tullio si precipitò per afferrarlo per la gola ma Il Tarquinio era giovane e forte e poi aveva dalla sua parte i figli avuti da Tullia Minore.
Tarquino lo prese e lo scaraventò sulle scale. Tullio era solo ferito. Non era morto. La figlia, sempre questa monco spastica, lo travolse con il cocchio che guidava e lo finì.
Perché viene chiamato il superbo?
Per aver negato la sepoltura di Servio Tullio.
Tarquinio prese con la forza il potere senza avere l’approvazione del Popolo e del Senato. Inizia così la monarchia assoluta.
Controllò la città, grazie anche ad una guardia del corpo personale (cento uomini fidati e disposti a tutto per il loro re).
Anche Romolo aveva la sua guardia del corpo e sappiamo la fine che fece. Annientò la struttura democratica della società romana ed alimentò l’odio verso di lui dei Patrizi e dei Plebei. Certo i suoi figli non erano stinchi di santi.
Tarquinio Sestio, figlio del re, non si dava pace. Era lì insieme ai suoi uomini per conquistare la città di Ardea ma il suo chiodo fisso era Lucrezia, la bella moglie di Lucio Collatino.
“Cosa hai Sestio. Ti vedo strano, assente. Sembri una mina vagante”, chiese suo padre.
“Papà! Da uomo di merda a uomo di merda, io voglio Lucrezia, E se lei non ci sta, la violento. Tu cosa ne pensi?”
“Ma a chi aspetti. Lo so bene io quando uno ci rimane male se non ottiene quello che desidera. Va! Va! … sei sempre il figlio del re”, lo incitò il Superbo.
Sestio non se lo fece ripetere due volte. Prese il cavallo e si diresse verso Roma.
Lucrezia s’era svegliata di mattina presto ma aveva un presentimento come se la giornata non le riservasse nulla di buono.
La sua schiava Rasi le consigliò di prendere un tranquillante.
“Ci ho pensato, Ma ho finito la scorta e la bottega apre alle undici. Fammi un massaggio, piuttosto”, chiese Lucrezia.
“Lucrezia, Lucrezia, gridò Sestio, Ti massaggio io”
Rasi si allontanò e li lasciò soli.
“E tu che ci fai qui? Non stavi ad Ardea? Che vuoi?”, chiese la donna, quantunque spaventata.
“Voglio te. Ho provato a dimenticarti ma non ci sono riuscito”
Lucrezia non sapeva cosa fare. La situazione non era gestibile. Tentò una via di fuga.
Sestio la rincorse, l’afferrò e la buttò terra.
“Mia, mia mia”, gridò mentre la spogliava.
Lucrezia rimase impassibile. Subì la violenza senza reagire.
Appagato Sestio si allontanò.

Il giorno dopo Lucrezia andò nel campo militare dove c’era suo marito e di fronte a lui si suicidò per essere stata violentata.
guarda gli altri ebook

HASTA LA VISTA COMPAGNERO
Monte Orlando ore 13.23 del giorno 31.01.2016




giovedì 14 gennaio 2016

GAETA … QUANTI OSTACOLI PER IL MAUSOLEO DI LUCIO MUNAZIO PLANCO!



Noi plaudiamo a quanto ha fatto il comune di Gaeta per aver 

costituito Il parco di Monte Orlando che ha un'estensione di 89 ettari di cui 59 di area terrestre e 30 di area marina. Inserito all'interno del territorio di Gaeta, il Parco rappresenta la parte terminale del sistema montuoso degli Aurunci. Quest'area protetta è gestita dall’Ente Parco Regionale 
Riviera di Ulisse insieme alle aree del Parco Regionale Suburbano di Gianola e Monte di Scauri e del Monumento Naturale di Sperlonga. Dalla forma tipicamente tondeggiante Monte Orlando è legato a settentrione alla terraferma da un sottile lembo di terra e termina nella parte meridionale con un'alta costa rocciosa caratterizzata da spettacolari falesie. Il territorio risente dell'azione corrosiva dell'acqua, infatti la pioggia penetrando nelle rocce dissolve il carbonato di calcio in esse contenuto dando origine a numerose e tipiche forme erosive. Anche il mare ha contribuito a dare forma al promontorio e nel corso dei secoli, attraverso il moto ondoso, ha modellato ed inciso le rocce lasciando tracce fossili, segni riconoscibili dell'antico livello del mare. L'intervento dell'uomo, nelle diverse epoche storiche, ha lasciato il suo segno su Monte Orlando. Particolare attenzione va data alle fortificazioni militari, costruite proprio all'esterno e all'interno dell'attuale Parco e che hanno reso Gaeta una fortezza di rilevanza strategica per il Regno di Napoli.

E lì proprio al cima del monte Orlando giace ormai stanco e

 contrariato il MAUSOLEO DI LUCIO MUNAZIO PLANCO …

 con orario di visita… non si sa. Forse ore 9 – 12.

Tu, turista o visitatore, dopo che hai sconfitto la fatica nel salire fin qui. Arrivato stanco e provato, ti trovi il sito chiuso: che fai? Bestemmi? T’incazzi? No, ti limiti a vederlo attraverso le sbarre e te ne stai fuori su una panchina lontana ad ammirare questo mausoleo.

E’ ARTE NEGATA? SI’

Non tutti sono giovani, atletici e pieni di salute. Bene la 

chiusura alle macchine, bene quanto fatto il comune per la

 cura del parco, ma si potrebbe mettere un pulmino (anche

 con pagamento) da portare i visitatori fin sulla cima, fino a 

vedere PLANCO.

La discesa di certo non sarà un problema.

CHI E’ MUNAZIO?

E’ uno dei più noti generali di Cesare. Fu console nel 42 a.C., 

poi proconsole in Siria. Parteggiò per Ottaviano. Morì a 

Gaeta il 22 a.C. e fu sepolto nel mausoleo che s’era fatto 

costruire. Chi fa per sé fa per tre.

Nota quando ho visitato il mausoleo ho rimasto a MUNAZIO I 
MIEI TRE LIBRI  in modo che non si annoiasse di restare da solo.


FREQUENZA DI CONTATTO   L’ASCENSORE BOSTON  

UN ANNO UN GIORNO


HASTA LA VISTA COMPAGNERO 14/01/2016

lunedì 4 gennaio 2016

ROMA, UNA GIORNATA PARTICOLARE



Il 2016 è arrivato, per fortuna senza freddo e gelo. Un augurio particolare a 

tutti i miei fans sparsi per il mondo. Sarà l’anno della pace universale? 

Speriamo bene.
Il tempo era bello. C’era il sole, anche se faceva un po’ di freddo. Cosa altro da fare? … ROMA.
La città eterna mi mancava da un po’ di tempo. Forse erano sette anni che non ci andavo.
La stazione di Roma termini era in continuo fermento. Gente che andava, gente che veniva. Tedeschi, coreane, giapponesi, finlandesi … insomma il mondo intero.


Mi sono incamminato per andare a vedere il MOSE’ di Michelangelo.
Arrivati … la chiesa era chiusa. Era domenica , lo si doveva immaginare.
Niente paura … sarà per un’altra volta. La freccia indicava la direzione da prendere per arrivare alla DOMUS AUERA DI NERONE. Dopo una sfacchinata per arrivare in cima , l’addetta all’ingresso, una signorina, mi ha chiesto il codice d’ingresso per la prenotazione, anche se era la prima domenica del mese GRATIS. Non potevo entrare. Provvederò a fare la prenotazione il mese prossimo.

buy compra pe NON dimenticare di vedere i miei libri

Dall’alto del colle vedevo un fiume di persone che si muovevano in ogni direzione. Una marcia inarrestabile, bella, variopinta e gioiosa. Mi avvicino al Colosseo. La fila per entrare era abbastanza lunga. Dirotto il mio pensiero per entrare agli scavi. Da lì non si passava. C’era un cartello che diceva che l’ingresso era in un'altra parte. La stanchezza mi ha preso, ed ho anche dimenticato di visitare la chiesa di SAN PRASSEDE.

Una coreana mi chiede il bus sex  fuor, il 64. L’accompagno al bus, la saluto.

Entro in stazione nella stazione. Il treno è pronto. La notte incombe.
Le luci del golfo di Gaeta si stagliano all’orizzonte.

Come è bello tornare a casa

 HASTA LA VISTA COMPAGNERO 04/01/2016

mercoledì 23 dicembre 2015

AUGURI DI BUON NATALE A TUTTI

E’ tempo di partire. Arrivare, restare e tornare.

Auguri a chi mi ha amato, auguri a chi mi ha odiato, auguri a quelli che mi cercano e non mi 

trovano, a quelli che mi aspettano nella speranza che arrivi.

Auguri a chi mi ha sorriso, auguri a chi mi ha deriso.

Ovunque voi siate vi auguro pace e serenità per un natale del Signore splendido.

AMORE PACE E SERENITA’ e poi domani… è un altro giorno.

Alcune foto  di Gaeta 


FOR ALL MY FRIENDS IN THE WORLD
THIS IS EBOOK
BEFORE THE DAY STARTS 
THE FREQUENCY OF CONTACT

mercoledì 16 dicembre 2015

VERSO IL CASTELLO DI ITRI

Avevamo un po’ di tempo a disposizione e così siamo andati ad Itri.
Messa la macchina in parcheggio ci siamo incamminati per raggiungere il
Castello. Di fronte avevamo una scalinata per arrivare in cima.
Con pazienza abbiamo fatto il primo passo, ad un certo punto ci siamo fermati.
Dopo aver preso fiato , abbiamo proseguito. Del Castello neanche l’ombra. Ci siamo persi tra vicoli storici e siamo arrivati fino alla casa di Frà Diavolo. Il re dei briganti. Ex generale borbonico.
Abbiamo visita l’antica chiesa di san Michele. E ci siamo avviati per andare via quando ad un certo punto abbiamo incrociato un’automobilista che ci ha indicato la strada per arrivare al castello.
La porta era aperta, siamo arrivati nel piazzale. C’era un’altra scala per arrivare al castello.
L’abbiamo fatto. La signorina ci ha accolti con il sorriso. Pagato un euro, ci ha dato alcune delucidazioni sul Castello.
Il castello è un imponente fortezza medioevale. Fu costruito nel secolo IX ad opera di DOCIBILE I.
Nel 950 Marino I, il nipote di Docibile fece costruire una seconda torre quadrata, più alta e più imponente della prima.
Del complesso fa parte anche un fortilizio con tre torrette, poste ad un livello più basso
Nel secondo piano c’è un affresco raffigurante San Antonio Abbate e Madonna con bambino.
Il castello ospitò la bellissima GIULIA CONZAGA
Dopo circa un’ora siamo andati via con la consapevolezza che la discesa sarebbe stata salutare.
In questi giorni i prezzi sono bassi, approfittatene


HASTA LA VISTA COMPAGNERO 16/12/2015